Abitare la bellezza, un viaggio educativo

Educare al bello non vuol dire soltanto far conoscere ʺcose belleʺ dal punto di vista estetico, ma significa mettere il soggetto nella condizione di comprendere come al mondo esistano diverse prospettive, insegnare a saper cogliere quel qualcosa di diverso da noi stessi, che ci arricchisce, ci completa, ci fa crescere.
La bellezza è un valore universale che troviamo nell’arte con le sue forme più varie (arti visive, musica, teatro, danza, sport, etc.), ed è segno che fa scoprire, in chi guarda con stupore, una profondità delle cose piena di umanità. Così il bello, cioè il valore del reale, può essere trovato ovunque, anche nelle piccole cose: nel modo in cui ci vestiamo, in cui organizziamo la nostra camera, nei luoghi in cui viviamo e come li percepiamo attraverso il nostro sguardo.

I primi beneficiari di questa novità dello sguardo vogliono essere i minori accolti nella nostra casa famiglia, ma il tentativo sarà quello di coinvolgere anche altri ragazzi, compagni di scuola o nell’attività sportiva. Dopo aver introdotto degli accenni alla fotografia, verranno organizzate attività e laboratori con riguardo all’arte e alle sue varie forme, alla creatività, al paesaggio, per permettere loro di risvegliare la curiosità e lo stupore, imparando a guardare il mondo con gli occhi nuovi, a cogliere i dettagli, stimolare la capacità di giudizio critico. Rifletteremo insieme ai ragazzi su cos’è per loro la bellezza nella loro vita quotidiana, cosa suscita e cosa muove nella loro esperienza di adolescenti.

I laboratori sono organizzati in casa-famiglia e all’aperto e coinvolgono i minori accolti; hanno cadenza settimanale e sotto la
supervisione dell’educatrice della casa.

Nel progetto, inizialmente, saranno coinvolti circa 10/12 minori dagli 8 ai 16 anni, alcuni dei quali accolti nella casa-famiglia Alecrim,
altri provenienti da altre famiglie della rete, nella fascia di età tra la scuola primaria e la scuola secondaria di secondo grado.

Ambito d’intervento

E’ difficile parlare di bellezza ai bambini che hanno vissuto esperienze forti di abbandono, soprattutto gli adolescenti che perdono la fiducia in tutto, in se stessi, nelle cose, nelle persone, nel mondo che li circonda. Diventa difficile per loro abituarsi a osservare, a riflettere, a sentire le emozioni che si provano perché ogni giorno devono combattere con i loro fantasmi del passato. 
Educare alla bellezza significa coinvolgere i bambini e i ragazzi a migliorare il loro spirito critico e suscitare in essi la voglia di tutelare, custodire, imitare ciò che ritengono bello.
E’ compito dell’ “educatore” essere capace di trasmettere l’amore per la bellezza e la capacità di saperlo condividere, favorendo un buono stato di salute e di sviluppo integrato del minore, creando approcci educativi attraverso la partecipazione dei giovani alla dimensione sociale del vivere, aiutando a rintracciare le qualità positive che ci sono nella nostra realtà quotidiana.

Obiettivi del progetto

apprendere le nozioni di base della fotografia;
sviluppare il proprio punto di vista e uno sguardo attento sul mondo;
imparare ad esprimere le proprie emozioni, l’amore per se stessi e per gli altri;
migliorare l’autostima;
comprendere la distinzione tra vedere e guardare per arricchire la propria esperienza quotidiana;
imparare a riflettere su se stessi;
sviluppare l’intelligenza emotiva a partire dalla consapevolezza delle proprie sensazioni, emozioni e sentimenti;
favorire una buona relazione interpersonale;
risvegliare la curiosità e lo stupore;
imparare ad apprezzare la bellezza nell’arte, nella natura e nella vita quotidiana;
stimolare la capacità di giudizio critico;
fare esperienze di amicizia, di fantasia, di libertà.